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Vita e arte 

di Nado Canuti

Nado Canuti nasce a Bettolle di Siena (SI) nel 1929. Vive e lavora a Milano. A quattordici anni fiancheggia il movimento antifascista consegnando ai partigiani le armi rubate ai tedeschi.
Durante la guerra Nado perde la mano destra e due dita della sinistra a causa dell’esplosione di un proiettile ritrovato in un campo.

Esordisce nel 1959 come pittore e scultore autodidatta. Negli anni ’60 abbandona il suo lavoro all’Italsider di Piombino per trasferirsi a Milano. Nel capoluogo lombardo l'artista ottiene i primi riconoscimenti di mercato e di critica.

Canuti inizia a dedicarsi alla scultura. Le sue prime opere sviluppano temi legati al dolore della guerra.
Nel 1971, con la nascita del figlio Massimo, la sua arte abbraccia il tema del sogno e della favola.

 

Con l’arrivo dei nipoti, negli anni Duemila, Canuti approda a dei gioiosi mobiles, che Elena Pontiggia, in occasione di una mostra a Palazzo Reale (Milano), descrive come “teatri portatili”.

Numerose sono le mostre a cui Nado ha partecipato, tra cui: IX e X Quadriennale d'Arte di Roma con sala personale.

Dal 1959 ad oggi ha tenuto oltre 70 personali
e 150 collettive in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Austria, Nord Europa, Paesi Arabi, Stati Uniti, Paesi Latino Americani, Messico, Giappone, Kenya.

Nel 2001 la grande mostra a Palazzo Reale di Milano e, nel 2002, quella al Museo Tadini di Lovere. Le sue opere figurano in musei italiani e stranieri, in numerose collezioni pubbliche e private ed in chiese e santuari.

Ha realizzato opere monumentali di grande significato artistico e culturale in Italia e all’estero..

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